![]() |
|
A cura di Patrizio
Bianchi, Roberto Bin, Paola Bonora, Marco Cammelli, Pierluigi Cervellati,
Andrea Emiliani, Guido Fanti, Giancarlo Ferri, Francesco Garibaldo, |
|
|
|
Le
“idee per un progetto” qui presentate sono il frutto di un lavoro,
iniziato nel febbraio 2002 e discusso in più di un incontro pubblico,
che ha consentito di precisarne e integrarne il testo iniziale. Ma
resta l'impostazione e il significato di fondo: il documento è
innanzitutto una proposta di metodo, vale a dire di analisi prima che di
programma, del come procedere prima del che cosa fare e con chi. Un tale approccio, a prima vista astratto, si è rivelato invece decisivo per la messa a fuoco di cinque elementi da considerare cruciali per qualunque programma:
È
proprio su questo punto che gli autori di “Idee per un progetto”,
nel concludere il proprio lavoro, ritengono utile avanzare una proposta. Bologna
e l'area bolognese hanno bisogno di un progetto, come si è detto, ma un
progetto di questa portata non può per sua natura essere lasciato a
questa o quella sede, sia essa istituzionale, sociale, imprenditoriale o
scientifica, o a singoli gruppi. C'è bisogno di altro, e cioè di un
soggetto per il progetto. Per
un verso infatti, nella sua elaborazione e identificazione di un
numero limitato di obiettivi di fondo, è importante non disperdere la
ricchezza di indicazioni e contributi, spesso di notevole qualità, già
emersi in questi mesi dal dibattito cittadino e certamente da
completare: lo stesso documento qui presentato è consapevolmente privo
di indicazioni su aspetti cruciali del progetto, come il necessario
rapporto tra sviluppo e qualificazione delle garanzie di stato sociale,
che vanno invece acquisite. D'altro
lato, per la sua attuazione e specificazione in progetti di
settore, è indispensabile poter contare su un apposito organismo
(preferibilmente, un’associazione), distinto dalle singole realtà ma
fondato sulla presenza e partecipazione di tutti coloro (enti,
istituzioni e associazioni) che abbiano sottoscritto il documento-base
nel quale:
Momenti
funzionali diversi, come si vede, ma strettamente accomunati dal
carattere progettuale loro proprio. L'associazione
dovrebbe infine avere una durata congrua (almeno dieci anni), restare
aperta ad altri enti, istituzioni e associazioni (imprenditoriali, del
lavoro, di carattere sociale e culturale) che ne condividano il metodo e
gli obiettivi strategici, e fondarsi essenzialmente su un’assemblea,
composta direttamente dai vertici degli enti pubblici o privati che ne
fanno parte, e sui gruppi di progetto di cui si è detto per l'attività
istruttoria e di monitoraggio. 18 Giugno 2003 |
|
|
|
Sei il visitatore numero |
|
Edizione del documento e realizzazione del sito a cura di Cristian Vaccari |